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Nomine Rai, Anna Maria Tarantola presidente. Luigi Gubitosi direttore generale

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ROMA -  Sarà Anna Maria Tarantola la nuova presidente della Rai, in sostituzione di Paolo Garimberti. Tarantola è attualmente vice direttore generale della Banca d'Italia. Alla carica di direttore generale della Rai nominato Luigi Gubitosi, ex amministratore delegato di Wind telecomunicazioni e attualmente country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l'Italia. Il governo avrebbe poi indicato Marco Pinto come componente del consiglio di amministrazione dell'azienda radiotelevisiva in quota Tesoro. Presidente dell'Agcom Angelo Marcello Cardani. Mario Sebastiani è stato indicato come presidente dell'Authority per i trasporti e Pasquale De Lise e Barbara Marinali come membri della stessa autorità. Lo ha detto il premier Mario Monti in conferenza stampa. Le nomine per il vertice dell'azienda di Viale Mazzini sono fatte con una dichiarazione dello stesso premier, che ha l'interim del ministero dell'Economia - azionista Rai pressoché totale con il 99,6%, il residuo è Siae - e a cui formalmente compete indicare i nomi. Dei tre, quello del presidente deve passare al vaglio della commissione di Vigilanza Rai, dove occorrerà il via libera dei due terzi dei suoi componenti.

Tarantola, da Bankitalia alla Rai. Vice direttore generale di Bankitalia dal 20 gennaio 2009, Anna Maria
Tarantola, nasce a Casalpusterlengo (Lodi) il 3 febbraio 1945, è sposata e ha due figlie. Nel corso della sua carriera ha espletato numerosi incarichi sia in Italia
sia all'estero, rappresentando la Banca in diversi comitati come il Banking Supervision Committee, il Comitato di Sicurezza Finanziaria, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Gubitosi, carriera tra Fiat e Wind. Viene da Bank of America-Merryll Linch il direttore generale della Rai indicato oggi dal premier Mario Monti, ma ha trascorso una vita nel gruppo Fiat e qualche anno anche nel complicato mondo delle tlc come amministratore delegato di Wind. Luigi Gubitosi, poco più che cinquantenne, approda a viale Mazzini dopo una carriera tutta trascorsa in aziende private, dove si è occupato soprattutto di finanza. Uomo schivo, non amante dei riflettori, di poche parole, ma di grande cultura, Gubitosi si laurea in Giurisprudenza, per poi compiere studi all'Insead di Fontainbleau e alla London School of Economics: comincia la carriera nelle aziende del Lingotto, ricoprendo vari incarichi tra il 1986 e il 2005, tra cui direttore finanziario e responsabile Tesoreria. È stato poi presidente del Cda di Fiat Partecipazioni e membro del Cda di Fiat Auto, Ferrari, Cnh, Iveco, Itedi, Comau e Magneti Marelli. Nel 2005 passa a Wind fino all'aprile dello scorso anno, quando comincia per la società l'era Vimpelcom, e passa così alla divisione italiana della banca americana. Sposato, con un figlio, romanista, è artefice della sponsorizzazione della squadra capitolina da parte di Wind.

Cardani, un bocconiano all'Agcom. È un bocconiano di lungo corso, ma anche un amico personale del premier Mario Monti, con cui ha condiviso gli anni di Bruxelles, Angelo Marcello Cardani, indicato come nuovo presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che nei prossimi mesi dovrà gestire partite delicate come l'asta delle frequenze tv, la regolamentazione del copyright sul web e della nuova rete in fibra ottica e la questione dell'emendamento sull'ultimo miglio della rete di Telecom Italia. Docente di Economia alla Bocconi, dove si è anche laureato, Cardani è nato il il 26 luglio 1949. Dopo il Master of Science in Economia alla London School of Economics and Political Science, ha intrapreso una lunga carriera accademica.

Le reazioni. "Bene ha fatto Monti, se le notizie delle nomine saranno confermate, a lanciare finalmente un segnale per dare stabilità e prospettiva al servizio pubblico. Al contempo, però speriamo che i nomi indicati, al di là del curriculum e del prestigio personale, non siano del tutto digiuni del tutto di Tv, di informazione, di programmi, di palinsesti e di tutto quello che interessa direttamente il servizio pubblico radiotelevisivo. Già nel passato abbiamo sperimentato questa anomalia", ha commentato Giorgio Merlo, Pd, vice presidente Commissione Vigilanza Rai. ''Bella idea Anna Maria Tarantola a Viale Mazzini: per anni abbiamo detto che volevamo una Rai come la Banca d'Italia'', ha detto a caldo su Twitter di Paolo Gentiloni del Pd all'indicazione di Anna Maria Tarantola da parte del premier Mario Monti per la presidenza Rai. Non critica la scelta del premier il capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza Rai, Alessio Butti: "Non discuto il valore e i profili delle scelte di Monti, spero solo che siano adattabili anche a una realtà molto diversa da Bankitalia qual è la Rai". ''Le nomine indicate da Monti confermano la paura del presidente del Consiglio di essere abbandonato definitivamente dai poteri forti. Per questo, ha ripreso l'unica strada che conosce''. Lo afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che si chiede: ''Ma è mai possibile che non si riesca a fare una nomina selezionata dal basso, dal popolo degli utenti, dai cittadini, dai veri fruitori del servizio pubblico? Che c'entrano i poteri forti, il mondo delle banche con l'informazione?''. Ottime scelte, quelle del governo per il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa: ''Per i vertici della Rai il governo ha compiuto ottime scelte, di assoluta terzietà e riconosciuta competenza. C'era bisogno di aria nuova in Rai, di una guida che possa far uscire l'azienda dalle difficoltà in cui si trova puntando sulla qualità''. "Dopo il governo dei banchieri che tassa pensionati e famiglie ora ci tocca anche la televisione dei 'banchieri'. Non c'è altro commento possibile rispetto alle nomine fatte dal governo rispetto alla Rai che, come il resto del paese, ora, è sotto il controllo delle banche", ha dichiarato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.

"È pazzesco. Sono sorpreso e stralunato, è una cosa incredibile. Ha scelto due alieni che secondo me vedono poco la tv, e leggeranno solo giornali economici" è stato il primo commento in diretta alla Zanzara su Radio 24 di Carlo Freccero, direttore di Rai 4."Bisogna verificare se hanno il televisore a casa, se la guardano quali programmi - prosegue Freccero -. Monti ha confuso la Rai con una banca. È come nominare un romanziere presidente di un istituto fisico nucleare. La reazione più giusta è quella di essere stupiti". Freccero conclude con un commento sul nome del neo presidente della Rai Anna Maria Tarantola: "Il nome è un programma". ''Fantasia:zero. Mi pare che Monti abbia una banca al posto del cervello'', ha commentato Michele Santoro in un'intervista al Manifesto di domani anticipata stasera 'a caldo'. ''Sulle nomine Rai più che sceneggiare l'Aventino e dire non entreremo nella spartizione, il Pd per essere credibile dovrebbe spogliarsi di quello che ha e generare una crisi. Il Pd è immerso nel conflitto di interessi che lo unisce a Berlusconi. Le nomine alle Authority - aggiunge Santoro - rivelano un sistema che lega Berlusconi ai suoi avversari, con l'acquiescienza di Monti e il silenzio del Quirinale''. ''Sulle designazioni di Monti per la Rai: persone dai curricula eccezionali''. Lo sostiene su Twitter Enzo Carra, segretario della Commissione di Vigilanza Rai.

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